|
|
  |
| |
| NEWS EX-ALLIEVI |
| Questa News-letter è dedicata agli ex-allievi che si fanno onore nel mondo. |
 |
| News-letter redatta da ex-allievi che inviano alcuni risultati del proprio lavoro. Sono lettere che esprimono la soddisfazione di vedere finalmente premiato un impegno professionale per il quale si sono preparati durante un intero anno di corso. |
| |
| GINO CERVI (docente) |
 |
Ciao,
ho scritto un libro e da oggi lo si trova in tutte, o quasi, le librerie.
Sono dieci racconti per ragazzi su dieci atleti che hanno partecipato alle Olimpiadi.
S'intitola Storie a cinque cerchi.
Ci sono anche delle belle tavole a colori di Marco Ceruti, un bravissimo illustratore (questo il suo sito: www.ceruti.ws/index1.php).
Il libro lo pubblica Ed.it, una casa editrice di Firenze.
Se volete, lo potete acquistare online sul sito di Ed.it - dove ci trovate anche un'anteprima in pdf - , o anche su Internet Bookshop.
Per saperne qualcosa di più, c'è una pagina Facebook: http://www.facebook.com/#!/
StorieACinqueCerchi
Qui invece trovate allegati la copertina, la scheda editoriale e le prime pagine, compresa l'introduzione.
Ci saranno prossimamente anche delle presentazioni in giro: verranno annunciate sempre su FB.
Grazie per l'attenzione
gc
|
|
 |
gino cervi
via ruggero bonghi, 9
20141 milano
tel. 02.45480612
cell. 347.4836042
skype gino.cervi |
| |
| EMANUELA VARTOLO |
 |
In una dimensione senza tempo, in luoghi di vita, Cesare Pavese si mostra, nudo. L’uomo, l’intellettuale, il poeta, il fanciullo che fu. Parla. Incontra le sue donne, quelle a cui ha dato “carne e sangue” con le sue parole, quelle a cui ha dato una storia. E loro, come a pagargli un debito, vivono il disagio della presenza, della nudità, del confronto, delle parole, della poesia come naturale impulso. Del raccontare come condanna.
In uno stile germinato sulle stesse pagine pavesiane, i racconti toccano i ricordi d’infanzia, di un amore, del confino, di un sogno, e, come corde, a volte stridono, perfino scorticano.
Un esperimento che fonde il piombo della vita, del genio e dei mondi artificiali di Pavese per ricreare qualcosa che, pur apparendo nuovo, ha l’enorme carica evocativa di certe materie prime.
Un libro che nasce da suggestioni tutte pavesiane, e che a Pavese paga un tributo. Una vera sfida letteraria, perché alle immagini, nate dalle pagine dello scrittore di Santo Stefano Belbo, l’autrice riuscisse a dare movimento, perché alla suggestione si sostituisse un’emozione più lucida, una voce originale. Un libro che è tutto un esperimento, dove Cesare Pavese, precipitato nei suoi luoghi e raccontato dalle sue donne di carta, diventa personaggio a tutto tondo, vero, credibile, non perché realmente esistito ma perché ben costruito. E le stesse narratrici, Ginia, Britomarti, Santa, Saffo e le due Clelia non appaiono personaggi di seconda mano, ma nuovi, neonati, seppur con un passato già sentito.
Emanuela Vartolo nasce nel 1974 a Caulonia, piccolo paese del Reggino che si affaccia sul mar Jonio. Si laurea a Torino in Lettere moderne e, durante gli anni universitari, ha modo di frequentare alcuni corsi di tecniche della narrazione alla scuola Holden, diretta da A. Baricco. Ottiene poi un Master in Editoria a Milano e da allora collabora con alcune delle più importanti case editrici italiane. Dal 2006 insegna lettere nella provincia di Taranto, dove attualmente vive. Cesare nudo è la sua opera prima. |
 |
Cesare nudo, di Emanuela Vartolo
Edizioni Saecula, settembre 2011
60 pgg, bross. ill. – 12,00 euro
ISBN 978-88-906426-0-9 |
| |
E brava Michela, che ce l’ha fatta.
MICHELA TILLI, ex-allieva della Scuola di Editoria, anno 1999 |
 |
Non aveva mai pensato a quello schiaffo come all’inizio della storia. La vita reale non offre il lusso di certi punti di riferimento per farsi decifrare, si disse. Però non c’erano dubbi: quello era proprio l’inizio della sua storia, e qualcuno si era preso la briga di raccontarla. Ma chi? E a quale scopo tirare fuori una vicenda vecchia di trent’anni, che per lui si era conclusa in modo così doloroso?
Uno schiaffo. Tutto inizia con uno schiaffo. Il professore Belli Capelli ha schiaffeggiato Salvatore. Salvatore stava rubando una bici, il professore gli ha detto qualcosa, Salvatore gli ha dato una risposta insolente. Poi lo schiaffo. Il professore sembrava stesse per chiedere scusa, il ragazzo aveva voglia di piangere.
Questo, però, non è l’inizio del romanzo La vita sospesa, bensì del libro dentro il romanzo, quello che Damiano Galaverna ha trovato sul comodino accanto al letto, dimenticato lì dalla fidanzata Francesca che ha rotto con lui. Damiano ha incominciato a leggerlo. Ed è rimasto folgorato: Salvatore è lui, un Damiano quattordicenne di trent’anni prima. Come può la sua vita essere dentro un libro? Un’occhiata alla lista degli autori dell’antologia di esordienti: Laura Di Savio era il nome della figlia del professore Belli Capelli, una bambina all’epoca.
Il romanzo della giovane scrittrice Michela Tilli procede lungo questi due filoni paralleli - uno contiene la storia che è l’antecedente della vita attuale di Damiano, quasi la spiegazione di quello che lui è adesso e che è invece raccontato nell’altro filone narrativo. Dovremo arrivare alla fine per capire fino a che punto lo schiaffo, che ha portato a una frequentazione assidua della famiglia del professore da parte del ragazzino sbandato che Damiano era allora, sia stato anche il punto di svolta della sua esistenza: il racconto dentro il romanzo Una vita sospesa diventa un breve romanzo di formazione che giustifica sia il successo sia la solitudine di Damiano.
Damiano Galaverna è un ottimo neurochirurgo in un ospedale milanese. Freddo, preciso, con una straordinaria abilità manuale, è l’unico in grado di eseguire operazioni delicatissime al cervello: lo vedremo all’opera su due giovani pazienti. Il margine del possibile non successo degli interventi eseguiti da Damiano Galaverna è minimo. Ma… c’è un ma. C’è un risvolto della dote di freddezza di Damiano Galaverna. Damiano si porta dietro questo distacco anche nella vita privata. Pazienza se, quando gli dicono che la ragazza operata sta bene, stenta a ricordare di chi si stia parlando. Se arriva al punto di spintonare la madre del ragazzo epilettico dell’intervento ad alto rischio, senza comprenderne l’angoscia. Il fatto è che Damiano non capisce che cosa mai gli rimproveri la fidanzata a cui pare di non sapere nulla di lui.
Non è possibile parlare di un secondo romanzo di formazione, seguendo l’evoluzione di Damiano obbligato a ripensare il suo passato, eppure è quella l’impressione che abbiamo, leggendo di come questo geniale neurochirurgo si apra ad una più grande umanità, di come si sciolga un nodo duro dentro di lui, permettendogli di crescere (suona strano, trattandosi di un ultraquarantenne), accettando nuove responsabilità. E c’è l’incontro con diverse persone - tutte donne, peraltro - che sembrano prenderlo per mano per guidarlo: una collaboratrice domestica che viene dal Togo, la cugina di questa che ‘invade’ la sua casa e a cui lui deve prestare soccorso, l’incontro con Laura Di Savio, infine, venuta a Milano per una presentazione del libro che contiene il racconto di Salvatore. Laura, che Damiano non rivede da allora, dal tempo in cui era successo qualcosa di così grave, di così penoso, di così scioccante, che Damiano/Salvatore era stato costretto ad andarsene, in una fuga soprattutto da se stesso e da qualunque legame affettivo.
Il finale risolutivo è un poco esile, sembra quasi affrettato, per questo notevole romanzo d’esordio che ha, come sfondo, una bellissima Milano invernale, avvolta in un mantello di nebbia e di neve.
|
 |
ARIANNA SQUILLONI
da alcuni anni è dirigente di Thule Ediciones a Barcellona
|
 |
Nella rivista specializzata nel mercato librario tedesco, “Buchmarkt”, nel numero di settembre è uscita una doppia intervista: ho preparato una serie di domande per un giovane editore tedesco di libri per bambini e lui ha preparato una serie di domande per me. Le mando il pdf dell’intervista, quando l’ho vista mi sembrava incredibile. La verità è che la casa editrice inizia a consolidarsi, abbiamo un agente per Francia e Olanda e a Francoforte spero di poter chiudere le trattative con l’agente per la lingua tedesca. Vedrò anche un possibile distributore dei nostri libri per bambini in spagnolo negli Stati Uniti. Speriamo che vada tutto bene. Arianna Squilloni |
| |
TIZIANA TRIPEPI,
allieva 2007, è neo redattrice della rivista "Millionarie"
Vita da stagista. Il bilancio di due settimane
Lunedì 17 Settembre 2007
|
 |
|
«È stato il mio sogno da sempre: lavorare in una redazione.
E ora, dopo un master in editoria, eccomi qui a Millionaire!»
Mi chiamo Tiziana Tripepi, ho 40 anni. Lavorare in una redazione era il mio sogno da bambina. Giornale, radio, casa editrice, agenzia di notizie: qualsiasi ambiente dove si potesse operare sui testi e la comunicazione ha sempre suscitato in me un grande interesse.
Ma per una serie di motivi ho dovuto accantonare questa mia aspirazione.
Qualche mese fa la costanza e la caparbietà che mi sono mancate a vent’anni sono giunte a maturazione. Ho deciso di abbandonare un lavoro ormai decennale nel campo della moda per iscrivermi al master in editoria nato dalla collaborazione tra la scuola di editoria Piamarta e l'università Cattolica. Ho rinunciato a molto: uno stipendio sicuro, una posizione e una rete di conoscenze. Senza rimpianti, perché stavo iniziando qualcosa che mi piaceva davvero. Mi sono messa a studiare, misurandomi con la generazione dei venticinquenni. Materie: editing, correzione di bozze, redazione … E poi ancora impaginazione e creazione di pagine web. Sei mesi di esercitazioni continue, a scuola e a casa. Alla fine dei quali mi è stato assegnato uno stage di tre mesi nella redazione di Millionaire.
Ero troppo contenta.
Per prima cosa sono andata in edicola a comprare un numero della rivista. Lo apro e sulla prima pagina vedo la foto dell’editore, Virgilio Degiovanni, detto Degio. Nel suo editoriale leggo che un desiderio vero nasce dalla nostra infanzia, si sviluppa nella nostra crescita, si affina con l’età adulta, e ha a che fare solamente con noi stessi e con l’opportunità di fare esattamente quello che si vuole. Non solo in funzione di un’attività imprenditoriale, ma anche come filosofia di vita.
«Wow!» penso «che sia un segno del destino?»
Sfogliando le pagine successive sono stata sommersa da idee di business, novità, tendenze, spunti, stili di vita. La prima impressione è stata quella di una rivista fatta bene: le informazioni che comunica sono chiare, ti rimangono “addosso”, il suo stile è fresco, trasmette vitalità ed entusiasmo.
E ora ho capito perché. Vivendo la quotidianità della redazione di Millionaire mi sono resa conto di quanto lavoro ci sia dietro a ogni pezzo e come tutte le informazioni vengano vagliate e verificate in ogni minimo dettaglio. Ho sfatato altre due convinzioni: credevo che le aziende pagassero le riviste quando queste parlano dei loro prodotti, ma non sempre è così (e infatti non lo è per Millionaire!) ed ero convinta che lo spazio dei lettori fosse “costruito” a tavolino… invece le lettere arrivano davvero!!
Il lavoro è proprio come me lo immaginavo: ogni giorno ci si misura con il mestiere di comunicare ai lettori una miriade di informazioni diverse. Si inizia al mattino con la rassegna stampa: i quotidiani vengono letti in maniera professionale, cioè per ricavarne il materiale adatto al sito e alle varie rubriche della rivista. Tempo: pochi minuti. Poi si lavora ai pezzi: prima la ricerca di informazioni, poi la stesura degli articoli e delle notizie. Lungo tutto l’arco della giornata le informazioni aleggiano nella grande stanza della redazione, si posano sulle scrivanie, volano da una postazione all’altra e si materializzano sotto forma di parola scritta negli schermi del computer. Poi vengono tagliate, incollate, riassemblate. Insomma “cucinate”. E da questo grande lavoro viene fuori la rivista. Ho un angelo custode (alias: la mia tutor) che si chiama Silvia, che mi sta facendo partecipare in prima persona a questo fantastico processo, non senza sottopormi a domande trabocchetto, verifiche, sforzi di sintesi e ricerca titoli. Brava, bravissima. E poi… Ovviamente non posso certo parlar male di qualcuno in questa sede! Quindi vi dirò che sono tutti simpatici e disponibili, ma soprattutto bravi e professionali. Sarà che sto vivendo un sogno, sarà che sono qui da pochi giorni ma è quello che penso davvero. Believe it or not.
Per chi desiderasse informazioni sul master in editoria: www.unicatt.it
ALESSANDRO MARCATO,
allievo 2008, lavora all'ufficio stampa della UC, ha pubblicato una serie di articoli sul master e sul libro dell'anno, PICCOLO DIZIONARIO DELL’EDITORIA, realizzato da lui e dai suoi compagni |
 |
http://www2.unicatt.it/pls/catnews/consultazione.mostra_
pagina?id_pagina=14231 |
 |
http://www2.unicatt.it/pls/catnews/consultazione.mostra_
pagina?id_pagina=14233&id_sessione=63&pwd_
sessione=BCCDQSpqACz{CEopuvjjoo |
| |
PAOLO FICHERA,
allievo 2003, ha pubblicato diverse raccolte di poesie
|
 |
Una trasfigurazione in versi di una cattedrale. Dalla scelta del luogo all’ultima guglia: dove la fonte sia foce, la foce fonte. Un dare senza essere. Una cattedrale che sia soglia e tomba.
*
la carità è nell’altare,
fuoco e cuore puro.
la carità è l’altare, dai pane ora
che sia colonna e astro e sapore.
dà pane ora che sia nel fuoco
nutrimento d’asprezza e sole.
oltre le mani e la pietà
perché la semina è del cuore.
riponi in semi gli abbracci
le mani che si fanno ombre
in parete figure e ombre e mani
che si danno in una stessa luce
e pelle come di stemma su marmo
sia di cattedrale il segno e la luce
*
Paolo Fichera
|
| |
MARIA VITTORIA GATTI,
allieva di un decennio fa, dal 2006 pubblica libri con Ancora Editrice, occupandosi di cinema e addirittura di Papa Wojtyla. |
 |
Caro Scala,
anch'io le mando un piccolo aggiornamento, visto che non ci sentiamo / vediamo da tempo.
Ad aprile ho pubblicato con Ancora il mio primo libro, "Ore 21.37: l'evento Wojtyla. Malattia e morte in diretta". C'è una piccola presentazione sul sito www.ancoralibri.it
il resto procede bene... con 2 marmocchi, lavoro e università. a presto,
mavì gatti
|
| |
LUCIA MASSACESI
allieva della prima ora si occupa di book-trailer. Per vedere i lavori: www.lecarovanedeltempo.it |
 |
Caro Ferdy,
un aggiornamento dalla ex allieva Massacesi: ecco un paio di book trailer realizzati per le Edizioni San Paolo contattate alla fiera di Torino, questi sono quelli attualmente on-line:
http://www.edizionisanpaolo.it/
http://www.lecarovanedeltempo.it
il nostro sito: www.lumalab.com |
| |
LORIS CANTARELLI
allievo della Scuola di editoria nel 1998-99, è oggi un affermato autore musicofilo. Pur lavorando in una casa editrice di riviste commerciali, coltiva la passione per la musica moderna, di cui ha già pubblicato 4 libri: |
 |
Quarto libro musicofilo per Editori Riuniti: "La storia del rock vol. 9" sugli impegnati anni Ottanta... dopo l’uscita di "U2" (2003), "U2 - 1979-2004: 25 anni di inquietudine rock" (2005) e "Eric Clapton" (2006). |
| |
MAURO DALTIN
allievo nel 2002-03, è tornato subito alla madre patria del Friuli. Dopo aver curato l'Ufficio Stampa per l'Editrice Kappa Vu di Udine e diretto la rivista "Pagina Zero" (www.rivistapaginazero.net), nel 2008 per Besa Editrice ha pubblicato il libro “Latitanze”. |
 |
Mauro Daltin nasce nel 1976, in Friuli. Lavora nell’editoria da alcuni anni, prima al Touring Editore, poi alla Kappa Vu, e infine come editor e responsabile editoriale della casa editrice Ediciclo. Ha fondato e diretto, assieme all’amico e poeta Paolo Fichera, il quadrimestrale PaginaZero-Letterature di frontiera. Ha collaborato con le pagine culturali di settimanali e quotidiani e come autore con il Touring Club Italiano scrivendo la guida “Friuli Venezia Giulia”. Si è trovato a condurre, divertendosi molto, programmi radiofonici su letteratura, editoria e cultura sulle frequenze di Radio Onde Furlane. Spesso presenta e legge in pubblico, soprattutto con il progetto "Diamo un calcio alle parole".
Scrive racconti di narrativa e articoli che pubblica su riviste e in antologie. Ha pubblicato il libro L’eretico e il cattolico, intervista a Elio Bartolini per la Kappa Vu edizioni. Nel 2008 la raccolta di racconti Latitanze per i tipi della Besa Editrice.
Queste storie percorrono una strada di meta-realismo, oltre la realtà, verso un territorio dove i gesti hanno una tonalità e un peso incomprensibile per la logica comune.
Elio Bartolini
C'è un'ansia di ricerca costante in questi racconti, vere e proprie ricognizioni ad ampio raggio nei territorio di un immaginario molto ricco [...]. Una commistione di realismo e surrealismo, partendo da un approccio visivo per approdare a esiti più visionari...
Dalla prefazione di Pietro Spirito
"Un passo dietro l’altro in una cadenza ritmata, fatta di morbide ricadute sulla terra e di lievi voli in aria. Schiacciò con forza la testa del pagliaccio dalle calze blu che aveva in tasca. Uscì dal parco e proseguì lungo il fiume, oltre il ponte, oltre l’uomo con il berretto verde e la mezza sigaretta tra le labbra. A destra aveva l’acqua, a sinistra la terra scura. Davanti a lei solo ghiaia e foglie che si spezzavano sotto le scarpe".
Dieci racconti, dieci storie costrette in spazi e tempi circoscritti, in eterne latitanze quotidiane sospese fra reale e surreale, fra manie e abitudini. Dieci fotografie minime catturate nel loro divenire senza, molto spesso, accennare a cause e conseguenze, a un prima o a un dopo. Il delitto, il sogno, la follia, l’assenza, il tempo sono le regioni in cui queste storie si addentrano. E la mappa che si ricava è fatta di racconti brevi, short stories, per lo più giocati in presa diretta, dove echeggia la lezione carveriana, un minimalismo teso all’analisi minuta del reale, perché è lì che si nasconde il significato delle cose. |
|
|