La più antica testimonianza giuntaci relativa alla Bibbia di Gutenberg (quella detta delle 42 linee, databile 1454-1455) è l’epistola di Enea Silvio Piccolomini a Juan de Carvajal. In tale documento nulla si dice però delle caratteristiche tecniche della nuova ars impressoria, quanto piuttosto si ammira la nitidezza del prodotto tipografico. È solo oltre un secolo più tardi, con la fine del “segreto” che aveva a lungo protetto i modi esatti della stampa con i caratteri mobili, che inizia a svilupparsi una riflessione storica sulla nuova tecnica capace di sfornare una serie di multipli librari tra loro pressoché identici.
Si ricordi la pagina della Piazza universale di tutte le professioni del mondo (1587) di Tommaso Garzoni, nella quale viene ricostruita una specie di “genealogia” di grandi tipografi, fino a Manuzio, Giolito, Ziletti.
Ma si pensi anche al secentesco Syntegma de arte typographica di Juan Caramuel, nel quale si indagano gli inizi della stampa, interrogandosi persino sulle sue possibili ascendenze cinesi; oppure a Pellegrino Antonio Orlandi, che in Origini e progressi della stampa del 1722 addirittura cerca di costruire un corpus delle officine
tipografiche italiane del Quattrocento.
Il tema della storia dell’editoria è stato scelto con gran sprezzo delle difficoltà dai giovani allievi del primo ciclo del Master in Editoria dell’Università Cattolica per realizzare questo volume, frutto del lavoro di un anno sotto la ferula degli insegnanti della Scuola di Editoria del Centro Padre Piamarta di Milano. Ciò testimonia della sinergia che il Master vuole realizzare tra preparazione tecnico-professionale e riflessione storico-critica. Questo il senso dell’esperimento realizzato dai nostri allievi e coraggiosamente sostenuto dal benemerito editore.
Edoardo Barbieri
Docente Università Cattolica, direttore del Master in Editoria
Per secoli gli effimeri supporti (come foglie, pezzi di corteccia o di legno) sui quali rare incerte mani vergavano messaggi, secondo codici limitati e approssimativi, andarono subito perduti, riassorbiti dalle trasformazioni della natura. Solo con la prima produzione di supporti specializzati, soprattutto le tavolette di argilla, il papiro e più tardi (ma non in Palestina) la pergamena, alcuni climi asciutti ci hanno consentito di trovare traccia di quei testi e, qualche volta, di interpretarli. Non si trattò, dapprima, di testi religiosi o letterari, ma piuttosto di scritture referenziali: inventari di regge, note ed elenchi commerciali. Fin da subito, dunque, la tecnologia interferisce con la scrittura: senza l’invenzione di materiali adeguati e di un apparato sociale che la producesse e diffondesse, la parola scritta non avrebbe avuto un destino diverso da quella orale: svanire. In un certo senso questa è una metafora di quello che è la storia della stampa e dell’editoria, che gli allievi del Master in Editoria dell’Università Cattolica in collaborazione con la Scuola di Editoria del Centro Padre Piamarta di Milano hanno raccontato in questo libro.
La scrittura e la stampa rappresentano, con le armi, il primo terreno in cui la società ha elaborato uno sviluppo tecnologico coerente e ininterrotto. La vanga, il rastrello, come molti altri strumenti utili al lavoro umano, sono stati praticamente uguali per millenni, fino all’invenzione delle macchine. Legata al pensiero, libera forma del comunicare informazioni e pensieri a distanza nello spazio e nel tempo, la stampa ha continuato invece a progredire fin dall’inizio. Con la nascita del movimento sindacale, all’inizio del Novecento, solo i tipografi furono insigniti dello spadino dell’eccellenza.
Solo l’editore, tra gli imprenditori industriali, assume immediatamente una dimensione culturale. E ancora oggi non c’è comunicazione articolata che non parta da un testo.
Pierluciano Guardigli
Scrittore, docente del Master in Editoria
Sommario
9 Scrittura è società
15 I geroglifici
21 L’età degli alfabeti
27 Antichi strumenti di scrittura
33 Gli scribi e gli amanuensi
39 Le forme del libro
45 La stampa ai tempi di Gutenberg
51 La carta
59 Il cammino della stampa
65 Gli strumenti della stampa
71 Incisori di caratteri in Europa
79 Giambattista Bodoni
85 Il carattere tipografico
93 Linotype e monotype
99 Nuove macchine di stampa
107 Dalla fotografia alla fotocomposizione
113 La rivoluzione informatica
119 Formato e confezione del libro
125 Gazzette, quotidiani e periodici
131 L’editoria in Italia prima del 1945
145 L’editoria moderna e post-bellica in Italia
158 Fonti bibliografiche, iconografiche e siti internet
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