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| A.F.G.P. - Centro Padre Piamarta - Scuola di Editoria |
| EDITING |
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| Manuale di redazione e norme editoriali |
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| Prefazioni |
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Quando pensiamo al testo pensiamo ai suoi contenuti, più o meno importanti Quasi mai pensiamo, invece, che il testo possiede anche una propria veste grafica o tipografica; anzi, è proprio in funzione della propria "veste" che il testo assume significati diversi ben connotabili. Diverso è, per esempio, mettere una frase tra virgolette (ciò che connota una citazione) dal metterla senza virgolette (che indica il pensiero dell'autore stesso). Come ugualmente diverso è mettere una frase dentro le parentesi (indicante riflessione...) o fuori. Diverso è, infine, il significato di alcuni termini secondo che l'iniziale sia maiuscola o minuscola: "stato" indica "condizione". mentre "Stato" indica l'istituzione. Come, d'altronde, una parola messa in corsivo può trasformarsi in titolo. "Che fare?" può essere una semplice domanda interlocutoria, mentre Che fare? diviene immediatamente titolo di un'opera dell'intelletto.
Si capisce quindi che imparare a dare al testo la veste grafica più adatta significa imparare a ragionare sul senso delle parole fino a trasmetterne la forma esteriore più rispondente al loro significato precipuo.
Ci sembra molto utile, perciò, questa esercitazione della Scuola di editoria dell'anno 2005 che ci aiuta a trovare sempre la forma più adatta per meglio precisare i contenuti.
Un'opera che potrà servire certamente alla realizzazione professionale dei futuri redattori come degli altri allievi dei corsi di grafica impegnati nella preparazione dei testi.
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Padre Giacomo Marietti, coordinatore generale AFGP
Dott. Marco Mascaretti, direttore del Centro F.P.
Prof. Ferdinando Scala, coordinatore della Scuola di Editoria |
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Gli allievi del nostro corso post-laurea per redattore multimediale avevano, al momento della selezione, un'idea astratta e forse romantica del libro. Il libro era, per loro, nient'altro che il messaggio che porta. In fondo, questa è proprio un'idea multimediale: il messaggio nudo e crudo, capace di assumere, secondo il supporto, canali di diffusione diversi senza mutare di significato. Ma non è così. Non sono infatti ancora patrimonio comune, neanche all'università, le concezioni così spesso citate, ma mai accettate, che fanno del 'mezzo", come ha affermato il pensatore canadese Marshall Mc Luhan, il messaggio, e tanto meno quelle, ispirate allo strutturalismo, che considerano il libro un oggetto portatore in sé di significato. La stampa, nata dopo il manoscritto per servire i dotti e per portare sempre più lontano e a più lettori possibili la parola dell'arte e della conoscenza, ha questo di artistico: la ricerca della perfezione. Il problema è, all'apparenza, semplice: dare al lettore un testo, di qualsiasi genere e registro, individuale o collettivo e su qualsivoglia supporto, nella forma più fedele all'originale, ma anche più fruibile e più bella. Per generico che possa apparire quest'ultimo aggettivo, di bellezza si tratta. Una delle fonti della bellezza, è l'armonia e l'armonia si fonda su canoni numerici, su misure, regole ricorrenti. Non c'è perfezione senza misura e non c'è misura senza progetto. Per questo, partendo dal libro come modello comunicativo, gli allievi hanno creato questo breviario di segni disciplinati e condivisi da estendere a qualsiasi altro mezzo, perché dietro ogni comunicazione c'è, in qualche forma, un testo. |
Pierluciano Guardigli, docente del Centro Padre Piamarta |
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| Indice degli argomenti |
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Abbreviazioni
Accenti
Apostrofo - Elisione - Troncamento
Bibliografia
Citazioni
Corsivo
D eufonica
Dialoghi e punteggiatura
Divisione sillabica
Femminile
Indice
Indice analitico
Maiuscolo
Minuscolo
Misure, numeri, simboli
Note
Note bibliografiche
Plurale
Punti, trattini, virgolette e parentesi
Traslitterazioni
Fonti bibliografiche |
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